
Nella giornata del 17 luglio, il team antifrode di D3Lab ha individuato e analizzato una campagna di phishing in lingua italiana che sfrutta il nome e l’identità visiva di Interactive Brokers, nota piattaforma internazionale di intermediazione finanziaria.
La diffusione è risultata particolarmente rilevante: nel corso delle attività di monitoraggio sono state rilevate oltre 6.000 email malevole riconducibili alla stessa operazione fraudolenta.
Si tratta, per quanto osservato finora da D3Lab, della prima campagna di phishing massiva in lingua italiana rivolta agli utenti di Interactive Brokers.
È importante precisare che Interactive Brokers non è coinvolta nella diffusione dei messaggi: il brand viene utilizzato abusivamente dai criminali per rendere credibile la comunicazione e indurre i destinatari a consegnare le proprie credenziali.
L’infrastruttura impiegata per distribuire la campagna appare articolata e progettata per ostacolare le attività di rilevamento e blocco.
Dall’analisi condotta da D3Lab sono emersi:
L’utilizzo di molteplici domini consente agli operatori della campagna di distribuire il traffico e sostituire rapidamente le risorse eventualmente oscurate.
Uno degli aspetti più interessanti della campagna è rappresentato dall’ampia varietà degli oggetti utilizzati.
Nel campione esaminato sono stati individuati 12 oggetti differenti, tutti costruiti attorno a temi plausibili per un utente di una piattaforma di trading e investimento, abbinati ad email con specifici template grafici differenti.
Gli oggetti rilevati sono:
[Protezione Dati] Verifica delle preferenze GDPR e autorizzazioni di accesso
[Aggiornamento MiFID II] Verifica del profilo di adeguatezza dell’investitore
[Interactive Brokers] Segnalazione di conformità: Aggiornamento del Codice Fiscale richiesto
[Rendimento Liquidità] Ottimizzazione degli interessi sulla giacenza in EUR
[Sicurezza Dispositivi] Registrazione del dispositivo affidabile e verifica 2FA
[Gestione Valutaria] Configurazione del conto multivaluta e ottimizzazione del cambio EUR/USD
[Interactive Brokers] Provvedimento di sicurezza: Accesso limitato per anomalie non risolte
[Interactive Brokers] AVVISO IMPORTANTE: Sospensione funzioni per verifica KYC incompleta
[Interactive Brokers] Notifica di limitazione conto: Adeguamento MiFID II obbligatorio
[Interactive Brokers] Restrizione amministrativa: Scadenza del modulo fiscale W-8BEN
[Informativa Fiscale] Quadro RW — Documentazione annuale per la dichiarazione dei redditi
[Interactive Brokers] Notifica di revisione annuale: Conferma obbligatoria per riattivazione conto
Gli argomenti scelti non sono casuali. La campagna richiama obblighi normativi, verifiche fiscali, sicurezza dell’account, autenticazione a due fattori, gestione valutaria e rendimenti sulla liquidità.
La varietà dei messaggi permette di intercettare interessi e preoccupazioni differenti. Alcuni oggetti puntano sull’urgenza e sulla paura di perdere l’accesso al conto, mentre altri propongono un apparente vantaggio economico o una normale attività amministrativa.
Nel campione analizzato, gli oggetti più frequenti riguardavano la verifica delle preferenze GDPR, l’aggiornamento MiFID II, il codice fiscale e l’ottimizzazione degli interessi sulla liquidità.
Cliccando sul collegamento presente nell’email, la vittima viene indirizzata verso un sito web che riproduce l’identità visiva di Interactive Brokers.
La prima pagina mostra un falso messaggio intitolato: “Account Sotto Restrizione”
Il testo sostiene che sul conto sarebbero state rilevate attività sospette e che alcune funzionalità sarebbero state temporaneamente limitate.
Tra le possibili cause vengono citati:
Il sito afferma inoltre che l’utente non potrebbe temporaneamente eseguire operazioni di trading, depositare o prelevare fondi oppure utilizzare alcune funzionalità del conto.
Per ripristinare l’accesso viene richiesto di avviare una presunta procedura di verifica dell’identità attraverso il pulsante “Inizia”.

Proseguendo, la vittima raggiunge una seconda pagina che imita il portale di autenticazione di Interactive Brokers.
Il modulo richiede l’inserimento di:
Le credenziali digitate non vengono trasmesse al servizio legittimo, ma finiscono sotto il controllo degli autori della campagna.
L’obiettivo dell’attacco è quindi il furto delle credenziali di accesso alla piattaforma di intermediazione finanziaria.
Il possesso di queste informazioni potrebbe consentire ai criminali di tentare l’accesso al conto della vittima, raccogliere ulteriori dati personali oppure avviare successive attività di social engineering. La presenza, tra gli oggetti delle email, di riferimenti alla registrazione di dispositivi affidabili e alla verifica 2FA lascia inoltre ipotizzare la possibilità di ulteriori passaggi finalizzati ad acquisire i codici di autenticazione.